Libri in libertà: “La nostra invenzione finale”
“Quello in cui viviamo è un periodo interessante e delicato della storia. Intorno al 2030, fra meno di una generazione, dovremo forse condividere il pianeta con macchine superintelligenti, e sopravvivere sarà una sfida”.
L’avvento dell’intelligenza artificiale può, a ragione, essere definito il protagonista assoluto dell’inizio del terzo millennio. Creare sistemi artificiali dotati di un livello intellettivo superiore a quello umano è il Santo Graal delle grandi corporazioni e delle agenzie governative internazionali che investono a tal fine cifre esorbitanti. C’è chi prevede ottimisticamente che entro pochi anni l’IA non solo eguaglierà, ma supererà quella umana, dando inizio a una nuova età dell’oro.
Ma c’è anche chi, come James Barrat, è intenzionato a svelare al mondo l’altra faccia della medaglia, finora taciuta per ovvie ragioni, soprattutto economiche, al pubblico. Per farlo, Barrat dà voce al ristretto gruppo di inventori e studiosi che, su basi scientifiche quanto logiche, ravvisano nell’avvento di una superintelligenza l’estinzione del genere umano. E se, una volta raggiunte capacità intellettive superiori a quelle umane, i sistemi artificiali fossero in grado di sopravvivere senza l’aiuto dell’uomo? Per la prima volta nella storia, l’uomo si troverebbe a competere con un rivale più astuto, più potente e più imprevedibile di quanto avesse immaginato. Prima che si scateni un’esplosione di intelligenza improvvisa quanto incontrollabile, occorrerà sviluppare una scienza che ci aiuti a comprendere sistemi complessi ancora in parte indecifrabili, per evitare il rischio di ‘dare vita’ a una macchina che ci porterà alla rovina.
“L’intelligenza trionferà anche nel futuro prossimo, quando non sarà più l’uomo la creatura più intelligente. Perché non dovrebbe? È mai successo che un popolo tecnologicamente arretrato prevalesse su un popolo più avanzato? È mai successo che una specie intelligente tollerasse la presenza ravvicinata di una specie poco intelligente, fatta eccezione per gli animali domestici? Pensate a come trattiamo i nostri parenti più prossimi, i primati: scimpanzè, oranghi e gorilla. Quelli che non sono già carne da macello, reclusi nello zoo o clown da circo, sono in pericolo e hanno i giorni contati”.
Autore
James Barrat è scrittore, regista e produttore di documentari per National Geographic Channel, Discovery Channel, la Pbs e la Bbc. Inizialmente inebriato dal potenziale e dalle promesse dell’intelligenza artificiale, viene poi contagiato da un inquietante scetticismo riguardo al futuro roseo prospettato dai cacciatori di Asi (superintelligenza artificiale, ossia superiore a quella dell’uomo). Barrat si dedica anima e corpo a una ricerca quasi ventennale e decide di ascoltare e indagare a fondo le ragioni di entrambe le parti: i promotori dell’Asi e i loro oppositori. Dal 2013, La nostra invenzione finale è considerata una delle opere più influenti nell’ambito dell’intelligenza artificiale.