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Non fare cose tanto per fare, piuttosto non fare niente!

Qui di seguito, trovate un articolo del Dr. Malcolm Kendrick, medico scozzese. La sua specialità è la cardiologia, ma io lo definirei semplicemente un genio della medicina. Non sto esagerando: come definite voi un “genio”? Io direi “qualcuno che capisce cose che gli altri non capiscono.” Ma aggiungerei anche “e che riesce a spiegare agli altri quello che ha capito.”

Secondo questa definizione, Kendrick è effettivamente un genio; non perché ha inventato cure miracolose (quelli che lo fanno, di solito fanno più danni che altro), ma perché è in grado di spiegare cose utili a quelli che ne hanno bisogno: il primo dovere di un medico, come dice in questo testo, citando William Osler. “Uno dei primi doveri del medico è quello di educare le masse a non prendere medicine.” Se masticate bene l’inglese, leggetevi il suo libro “The Clot Thickens” (letteralmente, “il grumo si inspessisce” https://drmalcolmkendrick.org/books-by-dr-malcolm-kendrick/the-clot-thickens/ ). Nel libro, spiega il meccanismo delle malattie cardiocircolatorie in un modo talmente brillante e chiaro che cambierà la vostra vita per sempre (questo se siete possessori di un apparato cardiocircolatorio, se siete dei bot, non vi interessa)

Qui, Kendrick rivede un po’ tutta la storia del COVID19 e fa una critica devastante della massa di errori, fesserie, calcoli sbagliati e disastri vari che hanno punteggiato la storia della gestione dell’epidemia negli ultimi due anni. E’ un po’ lungo, ma vale la pena di leggerlo anche solo per come descrive il disastro delle mascherine in termini di “bioplausibilità” – il concetto che se una cosa sembra plausibile, allora deve essere vera. Sicuro, come no?

Non vi dico altro, prendetevi una mezz’oretta di tempo e leggetevelo. Imparerete molte cose.

(Prof. Ugo Bardi)

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Non fare cose tanto per fare, piuttosto non fare niente!

Dr. Malcolm Kendrick, 14 gennaio 2022 (articolo originale)

Qualche mese fa, avevo deciso di non scrivere più nulla su COVID19. Non stavo avendo alcun effetto apparente su nulla, o nessuno, e stavo solo diventando sempre più avvilito per la distruzione della scienza, del dibattito, della logica, dell’umanità, delle libertà personali… della vita.

Tuttavia, la mia risoluzione per il nuovo anno era di non avere più risoluzioni. Il che ha portato ad un loop logico quasi ineluttabile dal quale sono appena riuscito a liberarmi.

In verità, credo di avere ancora alcune cose da dire su COVID19 che potrebbero essere utili per fermare alcune delle sciocchezze più egregie che vengono ripetute. [Garantito al limone, dice l’omino sulla mia spalla].

Quello che sto per scrivere, l’ho già scritto in passato, in varie forme diverse. Tuttavia, penso che valga la pena di ritornare di nuovo su un vecchio terreno. Speriamo in un modo più efficace.

In questo blog quello che voglio fare è guardare a come pensiamo ad alcune cose, principalmente nella medicina e nella scienza medica. Per cercare di evidenziare come alcuni ripetuti difetti di logica che hanno influenzato la reazione a COVID19.

Spero che, facendo questo, possa aiutare ad evitare che alcuni di noi percorrano di nuovo i “sentieri dell’inutilità” ormai terribilmente consumati. O, almeno, a far sì che la gente si fermi e si interroghi su come sta pensando, prima di gettarsi nella mischia.

Per cominciare.

  1. Quello che ho visto accadere con COVID19 è uno schema che si ripete in medicina più e più volte:
  2. Abbiamo una malattia grave – panico
  3. Bisogna fare qualcosa – afferrare i forconi, correre in giro urlando
  4. Una persona influente, o un’organizzazione, prende l’iniziativa – gli “esperti” si muovono.
  5. Io/noi sappiamo cosa fare, dovete seguirmi/ci – idea semplice + paternalismo rassicurante
  6. Le persone spaventate si attaccano alle loro idee – due gambe bene, quattro gambe male (n.d.t. citazione da “La Fattoria degli Animali” di George Orwell)
  7. Viene scelto un percorso – lungo l’orlo del precipizio
  8. Lo slancio cresce – la carica inarrestabile dei 300 di Balaklava
  9. Coloro che si oppongono al percorso intrapreso vengono schiacciati – 1984

Avanti veloce di qualche decennio… ‘Oh, sembra che la cosa che facciamo sempre come pratica medica standard… abbiamo scoperto che fa più male che bene’. Vedi sotto: la rimozione del colon tossico, la mastectomia radicale, il rigido riposo a letto dopo un attacco di cuore, il taglio dei denti, l’uso dell’acqua di radio, il plombage (n.d.t. un metodo obsoleto per la cura della tubercolosi), il mercurio per la sifilide, la lobotomia pre-frontale ecc.

Naturalmente, questo modello non è valido per qualsiasi intervento medico, in nessun modo. A volte la persona influente, o l’organizzazione, promuove il miglior corso d’azione. Si sa che questo accade di tanto in tanto… che ci crediate o no. Inoltre, la pratica medica alla fine si autocorregge – e finisce per fare la cosa giusta. Quasi sempre. Non rimuoviamo più i colon tossici per curare la nevrosi femminile.

Ma quello che non sembra accadere mai e poi mai è l’OODA. Definito come “un concetto pratico progettato per funzionare come fondamento del pensiero razionale in situazioni confuse o caotiche”.

OODA sta per. ‘Osservare, Orientarsi, Decidere, Agire’.

È stato sviluppato dal colonnello dell’aeronautica, John Boyd.

Quello che John Boyd ci ha insegnato è semplice. Se non sai cosa sta succedendo, non prendere decisioni immediate. Per prima cosa, cerca di capire cosa sta succedendo, poi orientati – prima di decidere cosa fare. In questo modo si evita la maggior parte, se non tutti, gli errori stupidi. Per molti anni, senza sapere nulla dell’OODA, la mia strategia medica ha teso verso il “non fare qualcosa solo per fare qualcosa, stai fermo dove sei”.

Sfortunatamente, la professione medica ha sempre combattuto ferocemente contro il non fare nulla. Ha sempre favorito molto il ‘Devi fare qualcosa, qualsiasi cosa, non mi interessa cosa sia, basta che sembri una buona idea. Caaarica! Strategia.

Questa, la strategia del ‘fare qualcosa’, si è sempre dimostrata molto più seducente, e quasi sempre vince. È più facile attirare i seguaci a fare qualcosa, che a non fare nulla. Perché non fare un buco nel cranio e dividere il cervello per curare varie malattie mentali? Perché no… infatti. Ah sì, la buona vecchia lobotomia pre-frontale.


A.N. Altro medico: ‘Se non fai niente, la gente morirà sicuramente. Non puoi stare lì senza fare niente“.

Io: ‘Ma se quelle cose che facciamo finiscono per causare più danni, o uccidere più persone?’


Molti anni fa, mio padre mi disse. “Sarai sempre incolpato per i fallimenti di omissione, più che di commissione“. All’epoca ero giovane, sapevo tutto, e pensavo che stesse dicendo sciocchezze. In verità non capivo bene il suo punto di vista. Ora che so che… non so niente, capisco perfettamente quanto fosse profondo il suo commento. Vorrei averlo ascoltato di più.

Sì, fare qualcosa sarà sempre visto in modo positivo. È stato fatto uno sforzo, sono state prese delle decisioni, è stata svolta un’attività. In medicina questo si riflette in un commento che mi è stato rivolto di tanto in tanto. ‘Almeno ci ha provato, dottore‘. Beh, visto che ora sono morti, i miei sforzi hanno ottenuto ben poco. Ma grazie lo stesso.

Inoltre, se non fai nulla, puoi essere accusato di pigrizia, di essere indifferente. Sei rimasto lì a guardarli soffrire, persino morire. Mostro crudele. Vedo questo impulso travolgente di fare qualcosa, qualsiasi cosa, nella persona che non sa nuotare, che si butta in un fiume per cercare di salvare il suo cane dall’annegamento.

Cosa pensavano di ottenere esattamente? Oh beh, almeno ci hanno provato, direte voi. No… sono stati stupidi. Sono affogati insieme al loro cane. Ma chi può stare sulla riva del fiume a guardare il proprio cane morire?

Beh, quello sono io, in realtà.

Questo si sposta anche nell’area del senso di colpa per la sopravvivenza. Come faccio ad essere ancora vivo quando altri sono morti? Meglio morire provandoci che non aver fatto nulla? Il tutto si interseca ulteriormente nell’impulso quasi irresistibile di essere visti fare qualcosa. Penso che sia cablato nella nostra psiche. Dobbiamo lottare per proteggere quelli della nostra tribù ed essere visti mentre lo facciamo. Batti, batti, chop, occupato, occupato, lavoro, lavoro, bang, bang (1).

Tuttavia, mi viene in mente la filosofia dietro il reclutamento nell’esercito tedesco nei bei tempi andati – come mi è stato raccontato. Gli uomini erano divisi in quattro categorie:

– Intelligenti e pigri

– Intelligenti e laboriosi

– Stupidi e pigri

– Stupidi e laboriosi

A questo punto

Gli uomini intelligenti e pigri vengono addestrati come ufficiali

Gli uomini intelligenti e laboriosi venivano fatti sottufficiali

Gli uomini stupidi e pigri diventavano soldati semplici – “squaddies”, per usare il gergo britannico

Quelli che erano sia stupidi che laboriosi venivano portati fuori e fucilati prima che potessero fare troppi danni

Fare cose, fare cose, fare cose. Diamo un grande valore a questa idea. Troppo.

Come notava Kurt Vonnegut Jnr in Cat’s Cradle: (n.d.t. romanzo del 1963, tradotto in Italiano come “Ghiaccio-nove.” La filastrocca è sostanzialmente intraducibile, ma ha a che vedere con l’inutile agitarsi delle persone durante la loro vita)

We do, doodley do, doodley do, doodely do,

What we must, muddily must, muddily must, muddily must;

Muddily do, muddily do, muddily do, muddily do,

Until we bust, bodily bust, bodily bust, bodily bust.


Naturalmente, se ci sono cose da fare, vanno fatte. Ma questo non significa che dovremmo correre a fare le cose, solo perché sembra meglio che non fare niente. Ecco cosa ha da dire Vinay Prasad nel suo blog “La scienza farà meglio il post COVID19?”


Di fronte a una pandemia, ci siamo rifatti a tutte le vecchie illusioni. La bioplausibilita’ era sacrosanta- ecco perche’ le #mascherine funzionano! Non possiamo fare dei test controllati RCT- sono come dei paracadute. Fare qualcosa è sempre meglio che non fare niente! Di più è meglio di meno! Continua a spingere, giovane! Il nuovo è meglio del vecchio. Le malattie fanno male; i trattamenti fanno bene. Le persone cattive (John Ioannidis) hanno sempre torto (non importa, che un anno fa tutti pensavamo che fosse brillante). (2)


L’ulteriore problema nel fare le cose è che, una volta che si è iniziato a farle, diventa dannatamente difficile fermarsi di nuovo. Dopo che hai deciso di spendere quattrocento miliardi di sterline per il lockdown, o giù di lì, allora sei praticamente bloccato. Altrimenti, si rischia di sembrare piuttosto stupidi. “Scusa, ahem, sembra che io abbia sprecato un po’ di soldi. Scusa, errore mio“.

Se a tutti viene ordinato di indossare una mascherina, pena la morte, sei bloccato anche con quella. Tornare indietro da decisioni immediate è molto, molto, difficile. Per gli scienziati e i politici coinvolti non si può dimostrare di aver sbagliato. La reputazione deve essere protetta.

A quel punto, si spendono grandi quantità di tempo e sforzi per cercare di abbattere chiunque osi suggerire che ci siamo affrettati a fare cose che erano completamente inutili, persino dannose. La scienza diventa allora contorta e piegata per giustificare gli errori commessi. Chi è al potere deve mantenere il potere. La narrazione deve essere sostenuta:

  • Il COVID19 è davvero, davvero mortale
  • I lockdown funzionano davvero, davvero, davvero
  • Le mascherine funzionano davvero, davvero.


Se mettete in discussione queste narrazioni, la gente esigerà una risposta a questa domanda retorica. Volete che la gente muoia! (Questa è sempre un’arma efficace). La risposta corretta a questa domanda, a proposito, è di solito no – anche se sono disposto a fare eccezioni.

L’altro terribile difetto di pensiero, soprattutto in medicina, è stato menzionato anche da Vinay Prasad. Si tratta della Bioplausibilità. Spesso strettamente associata al pensiero veloce, ovvero il saltare alle conclusioni, perché sembrano giuste.

Le mascherine, infatti, devono sicuramente funzionare. Perché? Perché impediscono al virus di diffondersi. In effetti, le mascherine rappresentano un esempio quasi perfetto di bioplausibilità, ovvero di puro buon senso. Nessuno può argomentare contro il loro utilizzo. Se lo fate, i vostri argomenti devono per forza essere puri sofismi, o semplicemente sciocchezze. “Tu non capisci la scienza“. Questa è buona, me la dicono spesso. (n.d.t: è successo anche a me)

Penso che scoprirete che non sono io a non capire la scienza“. Penso tra me e me. Ma non lo dico, perché mi fa sembrare un cretino.

Ricordiamoci che un tempo, dopo un attacco di cuore, si doveva riposare a letto senza fare niente per sei settimane. Il cuore è stato danneggiato e bisogna dargli la possibilità di riposare. Sì, una perfetta bioplausibilità, creduta praticamente da tutti. Metterla in dubbio significava finire in un oscuro recesso e essere ignorati.

Ora si sa che è la cosa peggiore. È ormai noto che la cosa peggiore che si possa fare è imporre un rigido riposo a letto dopo un attacco di cuore. Questo consiglio, in vigore dal 1912 al 1960 circa, ha ucciso decine di milioni di persone. Forse centinaia di milioni. (n.d.t. l’eliminazione di questo trattamento per assassinare i pazienti è dovuta al coraggioso lavoro del Dr. Bernard Lown negli anni 1960, che per le sue idee fu accusato di essere un nazista e uno sterminatore di malati. Salvo poi ricredersi quando si scoprì che i pazienti non allettati vivevano più a lungo e si rimettevano più alla svelta. Lown è noto anche per il suo lavoro in favore della pace mondiale, fondatore del gruppo di “Medici internazionali per la prevenzione della guerra nucleare” Ci ha lasciati l’anno scorso a 99 anni, dopo una vita dedicata al bene dell’umanità. Racconto questa storia a https://thesenecaeffect.blogspot.com/2021/03/phrasing-question-right-is-first-step.html) 

Per quanto riguarda le mascherine – il tipo di mascherine indossate da quasi tutti.

L’uso di mascherine di stoffa in ambienti comunitari è diventato una risposta di politica pubblica accettata per diminuire la trasmissione della malattia durante la pandemia di COVID-19. Tuttavia, l’evidenza dell’efficacia delle mascherine si basa principalmente su studi osservazionali che sono soggetti a confusione e su studi meccanicistici che si basano su target arbitrari (come la dispersione delle gocce) come proxy per la trasmissione della malattia. L’evidenza clinica disponibile dell’efficacia della mascherina facciale è di bassa qualità e la migliore evidenza clinica disponibile non è riuscita per lo più a dimostrarne l’efficacia, con quattordici dei sedici studi randomizzati controllati identificati che confrontano le mascherine facciali con nessun controllo non riuscendo a trovare un beneficio statisticamente significativo nelle popolazioni dove si cerca di intervenire con il trattamento. Di sedici meta-analisi quantitative, otto erano equivoche o critiche sul fatto che le prove supportassero una raccomandazione pubblica di mascherine, e le rimanenti otto sostenevano un intervento pubblico di mascherine su prove limitate principalmente sulla base del principio di precauzione. Anche se prove deboli non dovrebbero precludere azioni precauzionali di fronte a eventi senza precedenti come la pandemia di COVID-19, i principi etici richiedono che la forza delle prove e le migliori stime dell’ammontare del beneficio siano comunicate in modo veritiero al pubblico. (3)

Come è possibile che le mascherine non funzionino?

Beh, purtroppo il nostro cervello funziona in un modo e il mondo spesso funziona in un altro. Come fa, del resto, la scienza. Per secoli si è pensato che il volo più pesante dell’aria fosse possibile solo sbattendo cose molto simili ad ali. Perché, perché gli uccelli e i pipistrelli erano le uniche cose che la gente avesse mai visto volare [a parte i lemming] agitandosi come pazzi a sbattere le ali.

A parte il fatto che, se si guardava da vicino, non lo facevano – non proprio. Se pensavi che battere le ali fosse la chiave del volo, non stavi davvero guardando. Un albatro può stare in aria per ore, planando sopra le onde, usando il vento e le correnti ascensionali, e muovendo a malapena le ali.

Eppure, eppure, nessuno è stato in grado di vederlo. Quando dico ‘vedere’ questo intendo dire – guardare oltre l’ovvio, in faccia, le cose che sbattono. Osservare bene, profondamente, per capire davvero ciò che si sta guardando – in questo caso l’aerodinamica. Alla fine, naturalmente, qualcuno lo fece. Et voilà, i fratelli Wright.

Con le mascherine… Sì, è vero e ovvio che una mascherina impedisce alle goccioline di essere catapultate in una stanza dopo un colpo di tosse o uno starnuto, o cose simili. Quindi, devono fermare la diffusione… non è vero? Voglio dire, si può anche vedere che funziona nei video al rallentatore. Un uomo tossisce a Londra, il virus finisce a New York – o qualcosa del genere. Ah, la temuta Bioplausibilità… anche quella può essere visualizzata. Doppia bolla.

Ma una mascherina può anche trasformare le gocce in un aerosol rompendo la goccia in particelle molto più piccole. Le particelle galleggeranno nell’aria più a lungo, e quindi saranno inalate più a lungo. Forse è addirittura probabile (4). Non ci avevate pensato, vero?

Una mascherina può anche diventare umida e mantenere le particelle virali vitali più a lungo. Una volta scartate – come lo sono molte mascherine – rappresentano dei ricettacoli di virus e possono diffondere la malattia quando vengono raccolte. Cosa succede quando le mascherine vengono usate e riusate? Come spesso accade. Arriva la superdiffusione. Soffiare via le particelle virali da una mascherina bagnata.

Come disse anche un saggio. Usare mascherine di stoffa per prevenire la diffusione virale è come cercare di raccogliere la sabbia con una racchetta da tennis. Dimensione delle particelle virali ‘x’. Fori nella mascherina di dimensioni 1000x.

Una mascherina può anche significare che le persone stanno più vicine l’una all’altra di quanto non farebbero altrimenti. Una mascherina può, semplicemente, non aver mai avuto la possibilità di funzionare. Dopo tutto, respiriamo ed espiriamo la stessa quantità di aria mentre indossiamo una mascherina.

Se c’è un virus che galleggia nell’aria, stiamo ancora andando a respirarlo dentro e fuori. Le mascherine non ci impediscono di respirare, e l’aria deve venire da qualche parte. A meno che le mascherine non agiscano come una specie di buco nero, intrappolando e poi trasportando le particelle virali da qui a un altro universo… Non scommetto molto su questa ipotesi.

Alcuni mesi fa, ho scritto delle ultime persone che sono state infettate dal vaiolo. In un ospedale, in Germania, un paziente con il vaiolo veniva curato al piano terra. Il paziente due piani più sopra si è infettato. Il che significa che le particelle virali devono essere uscite dalla finestra, essere andate alla deriva verso l’alto e aver infettato quelli sopra.

Il che vi dà un’idea di quante poche particelle virali fossero necessarie per diffondere una malattia che, fino a quel momento, non si credeva nemmeno si diffondesse attraverso l’aria. Non c’è bisogno di goccioline.

Nei primi tempi del COVID19 era stato notato che i furetti potevano essere infettati dal virus. Così, i ricercatori hanno messo un furetto in una gabbia, con un altro furetto sopra con una solida barriera tra loro. Quello sotto è stato infettato dal COVID19.

L’unico percorso per COVID19 per viaggiare da un furetto all’altro era attraverso un tubo che piegava a novanta gradi, piegava di nuovo per andare verso l’alto attraverso la barriera, poi attraverso, e di nuovo intorno attraverso altri novanta gradi

In sostanza, questo tubo era specificamente progettato per garantire che la diffusione delle gocce fosse impossibile. Poiché le gocce non possono girare intorno agli angoli, viaggiare verso l’alto, girare di altri novanta gradi… e così via.

Nonostante questo, tutti i furetti non infetti sono stati infettati molto rapidamente. Conclusione – il  COVID19 può viaggiare e infettare attraverso la diffusione di aerosol. Conclusione secondaria – le mascherine non lo possono fermare. Almeno non il tipo di mascherine che praticamente tutti indossano e poi riutilizzano.

Certo, ci sono mascherine che si possono usare per prevenire la diffusione di particelle virali. Ma devono essere ermetiche, devono avere dei filtri. Sono scomode da indossare per un certo periodo di tempo, e devono essere cambiate regolarmente. Impediscono anche una grande quantità di comunicazione, come vi diranno le persone con problemi d’udito. Oh sì, ci sono seri lati negativi nell’indossare le mascherine.

Mi concentro solo sulle mascherine qui per far notare che appaiono totalmente ‘Bioplausibili’. Se, cioè, non si pensa troppo profondamente a tutte le questioni. Inoltre, far indossare le mascherine a tutti rappresenta il fare ‘qualcosa’. Fare qualcosa, specialmente qualcosa di visibile, è sempre meglio che non fare nulla.

Sì… fare qualcosa, qualsiasi cosa, e la Bioplausibilità. Due trappole per orsi nel pensiero umano. Trappole che sembrano impossibili da eliminare.

C’è un’altra, grande trappola, che è l’impulso di riunirci in tribù. Poi attaccare e tentare di distruggere chiunque non sia d’accordo con noi. Umiliare e mettere a tacere. Trasformare l'”altro” in qualcuno con intenzioni malvagie. Non voglio approfondire questo aspetto in questa sede. Lo abbiamo visto anche troppo. Il terribile piacere seduttivo della giusta rabbia. Che così facilmente si trasforma in odio.

Come menzionato anche da Vinay Prasad. Le persone cattive (John Ioannidis) hanno sempre torto (non importa, che un anno fa tutti pensavamo che fosse brillante)“.

Come tutti sappiamo, non è solo Ioannidis ad essere attaccato. Osa dire una sola parola di cautela sui vaccini e diventi ‘sporca feccia anti-vaxxer’. Meriti di perdere il tuo lavoro. Ha!’

Questo non è il modo in cui gli esseri umani si comportano. Schiacciare il dibattito, mettere a tacere coloro che osano pensare diversamente. Arriva l’inquisizione spagnola, nota anche come fact checker. Tutti comprati e pagati da coloro che hanno interessi personali nell’annientare l’opposizione, naturalmente.

Domanda: Quando un fact checker non è un fact checker?

Risposta: Quando viene chiamato fact checker. [Soprattutto se lavorano per una società che iniziava con Face e finiva con Book. O Witterpedia]

Anche Meta… si ho incontrato uno degli idioti che pensano che sia giusto mettere a tacere chiunque non sia d’accordo, e sostengono che questa sia scienza. Risparmiatemi!

Comunque, cosa facciamo la prossima volta? Come facciamo a fare meglio? Come possiamo pensare meglio? Beh, suppongo che prima di tutto si debba far accettare a chi è al potere di aver commesso degli errori… Oh, mamma…

Francamente, questo non succederà. Pertanto, abbiamo bisogno di nuove persone al potere. Persone che possano capire che le cose sono complicate. Che la “risposta” immediata, bioplausibile e semplicistica è tanto probabile che sia sbagliata, quanto giusta. In effetti più probabile.

Abbiamo davvero bisogno che la gente pensi in modo migliore:

Abbiamo una crisi in medicina quando si tratta di capire e valutare la scienza. Non lo insegniamo esplicitamente nelle scuole di medicina, e la scienza meccanicistica viene messa in secondo piano. La nostra enfasi eccessiva sui meccanismi molecolari alimenta la distorsione cognitiva che una visione riduzionistica sia superiore all’empirismo*’ (4)

*L’empirismo è la visione che tutti i concetti hanno origine nell’esperienza, che tutti i concetti riguardano o sono applicabili a cose che possono essere sperimentate, o che tutte le credenze o proposizioni razionalmente accettabili sono giustificabili o conoscibili solo attraverso l’esperienza.

C’erano esempi che era possibile fare le cose meglio da cui potevamo imparare? In Svezia hanno fatto le cose diversamente – almeno dalla maggior parte del resto d’Europa. Anders Tegnell, l’epidemiologo statale (sì, hanno questa figura) è stato l’uomo che ha guidato la risposta svedese. L’idea è stata quella di introdurre pochissime restrizioni e rendere quasi tutto volontario. Lockdown ‘leggero’ se volete.

È stato attaccato spietatamente da tutte le direzioni, ma è rimasto calmo, almeno in superficie. Anche se immagino che si sentisse terribilmente ammaccato e malconcio dentro. La rivista TIME ha pubblicato un articolo sulla risposta svedese intitolato “La risposta svedese al COVID-19 è un disastro. Non dovrebbe essere un modello per il resto del mondo. “(5)

Non c’è bisogno di leggere l’articolo. Il titolo rende del tutto chiaro quale tono è stato adottato, e anche quale sarebbe stata la conclusione. Svezia = morte e caos, scappate sulle colline. Francamente, sono stupito che il governo svedese abbia tenuto duro nel sostenerlo.

Ad un certo punto anche il re svedese, Carl XVI Gustaf, ovvero ‘Gustavo – l’eminente epidemiologo‘, come credo sia anche conosciuto – ha attaccato il povero vecchio Anders. Ma il governo ha sostenuto la strategia del tocco leggero di Tegnell – per lo più. Hanno tenuto i nervi saldi.

Cosa pensava Anders, il pazzo omicida di massa? Come ha tranquillamente dichiarato nel British Medical Journal, dopo che i decessi per COVID19 in Svezia si erano assestati nella metà inferiore delle cifre europee. Non bene come alcuni, meglio della maggior parte:

… c’è ancora disaccordo tra gli scienziati su quali misure siano efficaci contro la diffusione dell’infezione. “Questo è ciò che stiamo ancora lottando per capire: alcune misure funzionano in alcuni luoghi, ma è difficile capirne le ragioni“.

I paesi che hanno utilizzato i lockdown non stanno facendo molto meglio“, (6)

Sì, sta descrivendo il suo atteggiamento OODA. Anders sta ancora osservando e cercando di orientarsi, ma non riesce a vedere cosa fare. Crede ancora che le prove a favore di severe chiusure e dell’uso delle mascherine semplicemente non esistano. Per dirla in un altro modo, non può ancora decidere cosa dovrebbe essere fatto. Quindi, non lo sta facendo.

Bravo. Abbiamo bisogno di molti di più come Anders Tegnell, e meno di quelli come i membri del SAGE nel Regno Unito. Gridano “disastro, morte e distruzione!” con minacce di centinaia di migliaia di morti se noi non agiamo ora! Il cielo ci sta cadendo addosso, il cielo ci sta cadendo addosso. OMCIRON ci ucciderà tutti… tutto quello che vi dico. Attenzione al marchio nero Capitano (n.d.t. Espressione gergale nella narrativa sui pirati che ha a che fare con un “marchio nero” nascosto).

Abbiamo anche bisogno che più persone siano scettiche. Di guardare la scienza e le prove. Abbiamo bisogno, francamente, di imparare a pensare… e crescere. Inoltre, cosa importante, imparare il trucco incredibilmente difficile di non fare nulla.

Come dicevano in una pubblicità inglese. ‘Niente agisce più velocemente dell’Anadin (un antidolorifico)’

Ovvero: “niente” è meglio di Anadin

Niente agisce più velocemente di un dannato buon lockdown anti-covid

Soluzione… non fare nessun lockdown è la cosa migliore

Oppure, per citare il famoso medico William Osler. “Uno dei primi doveri del medico è quello di educare le masse a non prendere medicine” (n.d.t. magari!). Ora vi lascio con due cose da considerare. La prima è una lettera aperta, scritta dal professor Ehud Qimron, capo del Dipartimento di Microbiologia e Immunologia dell’Università di Tel Aviv e uno dei principali immunologi israeliani: (n.d.t. questa lettera è autentica, confermata da fonti affidabili)

Ministero della Salute, è ora di ammettere il fallimento

Alla fine, la verità sarà sempre rivelata, e la verità sulla politica del coronavirus sta cominciando ad essere rivelata. Quando i concetti distruttivi crollano uno ad uno, non resta che dire agli esperti che hanno guidato la gestione della pandemia – ve l’avevamo detto.

Con due anni di ritardo, vi rendete finalmente conto che un virus respiratorio non può essere sconfitto e che qualsiasi tentativo del genere è destinato a fallire. Non lo ammettete, perché non avete ammesso quasi nessun errore negli ultimi due anni, ma a posteriori è chiaro che avete fallito miseramente in quasi tutte le vostre azioni, e persino i media stanno già facendo fatica a coprire la vostra vergogna.

Vi siete rifiutati di ammettere che l’infezione arriva a ondate che svaniscono da sole, nonostante anni di osservazioni e conoscenze scientifiche. Avete insistito nell’attribuire ogni declino di un’ondata esclusivamente alle vostre azioni, e così attraverso una falsa propaganda “avete sconfitto la peste”. E ancora, l’avete sconfitta, e ancora e ancora e ancora.

Vi siete rifiutati di ammettere che i test di massa sono inefficaci, nonostante i vostri stessi piani di emergenza lo dichiarino esplicitamente (“Pandemic Influenza Health System Preparedness Plan, 2007”, p. 26).

Avete rifiutato di ammettere che la guarigione è più protettiva di un vaccino, nonostante le conoscenze e le osservazioni precedenti dimostrino che le persone vaccinate non guarite hanno più probabilità di essere infettate di quelle guarite. Avete rifiutato di ammettere che i vaccinati sono contagiosi nonostante le osservazioni. Sulla base di questo, speravate di ottenere l’immunità di gregge con la vaccinazione – e avete fallito anche in questo.

Avete insistito nell’ignorare il fatto che la malattia è decine di volte più pericolosa per i gruppi a rischio e gli adulti anziani, che per i giovani che non sono nei gruppi a rischio, nonostante le conoscenze che venivano dalla Cina già nel 2020.

Avete rifiutato di adottare la “Dichiarazione di Barrington”, firmata da più di 60.000 scienziati e medici professionisti, o altri programmi di buon senso. Avete scelto di ridicolizzarli, calunniarli, distorcerli e screditarli. Invece dei programmi e delle persone giuste, avete scelto professionisti che non hanno una formazione adeguata per la gestione delle pandemie (fisici come consiglieri principali del governo, veterinari, agenti di sicurezza, personale dei media, e così via).

Non avete realizzato un sistema efficace per determinare gli effetti collaterali dei vaccini e i rapporti su questi effetti sono stati persino cancellati dalla vostra pagina Facebook. I medici evitano di correlare gli effetti collaterali e i vaccini per paura di essere perseguitati come avete fatto con alcuni dei loro colleghi. Avete ignorato i cambiamenti dell’intensità mestruale e dei tempi del ciclo mestruale (n.d.t. causati dal vaccino). Avete nascosto i dati che permettono una ricerca obiettiva e corretta (per esempio, avete rimosso i dati sui passeggeri dell’aeroporto Ben Gurion). Invece, avete scelto di pubblicare articoli non oggettivi insieme ad alti dirigenti della Pfizer sull’efficacia e la sicurezza dei vaccini.

Un danno irreversibile alla fiducia

Tuttavia, dall’alto della vostra arroganza, avete anche ignorato il fatto che alla fine la verità sarà rivelata. E comincia ad essere rivelata. La verità è che avete portato la fiducia del pubblico in voi a un minimo senza precedenti, e avete eroso il vostro status di fonte di autorità. La verità è che avete bruciato centinaia di miliardi di shekel senza alcun risultato – per intimidazioni editoriali, per test inefficaci, per chiusure distruttive e per aver sconvolto la routine della vita negli ultimi due anni.

Avete distrutto l’educazione dei nostri figli e il loro futuro. Avete fatto sentire i bambini colpevoli, spaventati, hanno cominciato a fumare, bere, diventare dipendenti dalla droga , abbandonare la scuola e litigare, come attestano i presidi delle scuole di tutto il paese. Avete danneggiato i mezzi di sussistenza, l’economia, i diritti umani, la salute mentale e fisica.

Avete calunniato i colleghi che non si sono arresi, avete messo la gente gli uni contro gli altri, avete diviso la società e polarizzato il discorso. Avete bollato, senza alcuna base scientifica, le persone che hanno scelto di non vaccinarsi come nemici del popolo e come diffusori di malattie. Promuovete, in un modo senza precedenti, una politica draconiana di discriminazione, di negazione dei diritti e di selezione delle persone, compresi i bambini, per la loro scelta medica. Una selezione che non ha alcuna giustificazione epidemiologica.

Quando si confrontano le politiche distruttive che state perseguendo con le politiche sane di alcuni altri paesi – si vede chiaramente che la distruzione che avete causato ha solo aggiunto vittime oltre ai vulnerabili al virus. L’economia che avete rovinato, i disoccupati che avete causato, e i bambini di cui avete distrutto l’educazione – sono vittime in eccesso solo come risultato delle vostre azioni.

Attualmente non c’è nessuna emergenza medica, ma avete coltivato una tale condizione per due anni a causa della brama di potere, dei bilanci e del controllo. L’unica emergenza ora è che voi continuate a stabilire politiche e a tenere enormi budget per la propaganda e l’ingegneria psicologica invece di indirizzarli a rafforzare il sistema sanitario.

Questa emergenza deve finire!

Professor Udi Qimron, Facoltà di Medicina, Università di Tel Aviv7

Suppongo di dover dire che le opinioni del professor Udi Qimron non sono necessariamente quelle della direzione di questo blog. Io, esattamente come Google e Facebook (scusate, Alphabet e Meta. Mentre andavo a St Ives ho incontrato un uomo con sette mogli’… quanti idioti stavano andando a St Ives – n.d.t. gioco di parole intraducibile su una vecchia filastrocca inglese), e simili, sono semplicemente il deposito di informazioni, e articoli. Un magazzino, se volete. Non ho alcun controllo editoriale sui contenuti, quindi non potete farmi causa per qualsiasi cosa scritta da altri.

Sfortunatamente, non sono abbastanza ricco da assumere Fact Checkers e scatenarli contro chiunque non sia d’accordo con me. Non ancora. Siete stati avvertiti.

La seconda cosa, con cui vi lascio, è il fatto che non fare nulla può essere molto gratificante, anche se a volte è un lavoro piuttosto duro. Come sottolineato da questo articolo su The International Journal of Doing Very Little: (rivista internazionale del fare molto poco)

‘Siamo occupatissimi a non fare niente’

Lavorando tutto il giorno

Cercando di trovare un sacco di cose da non fare

Siamo occupati a non andare da nessuna parte

Non è solo un crimine

Vorremmo essere infelici, ma

Non ne abbiamo mai il tempo”.

‘Devo guardare il fiume

Per vedere che non si fermi

E stare intorno ai boccioli di rosa

Così sapranno quando scoppiare

E mantenere i grilli allegri

Sono davvero un gruppo solenne

Fretta, trambusto

E solo un’ora per il pranzo”.

La-la-la-la-la-la

La-la-la-la-la-la-la-la-la-la

La-la-la-la-la-la

La-la-la-la-la-la-la-la-la-la

‘Siamo occupati a fare niente

A lavorare tutto il giorno

cercando di trovare un sacco di cose da non fare

Siamo impegnati a non andare da nessuna parte

Non è solo un crimine

Vorremmo essere infelici, ma

Non ne abbiamo mai il tempo”.

Devo svegliare il sole

È probabile che dorma tutto il giorno

E poi ispezionare gli arcobaleni

Così saranno luminosi e allegri

Devo provare gli uccelli canori

Per vedere che cantino intonati

Trambusto, trambusto

E mai un momento libero”.

Siamo occupati a fare niente

Lavorando tutto il giorno

cercando di trovare un sacco di cose da non fare

Siamo impegnati a non andare da nessuna parte

Non è solo un crimine

Vorremmo essere infelici, ma

non ne abbiamo mai il tempo”.

Devo incontrare una tartaruga

Gli sto insegnando a nuotare

Poi devo far brillare le gocce di rugiada

Sai che sembrano piuttosto fioche

Ho detto al mio amico, il pettirosso

Che gli avrei comprato un gilet nuovo di zecca

Trambusto, trambusto

Non abbiamo mai

Non abbiamo mai avuto

Non lo facciamo mai, non lo facciamo mai

Non lo facciamo mai, non lo facciamo mai, non abbiamo mai il tempo

Non abbiamo mai il tempo.” (8)

E se questo non vi rallegra, niente lo farà. E seguite il mio motto ‘Non fare qualcosa per forza, rimani dove sei…’. Osservando e orientandosi, naturalmente. Prima pensa, poi agisci.

Dr. Malcolm Kendrick

Traduzione dall’articolo originale a cura del Prof. Ugo Bardi per The Unconditional Blog

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Note:

1: https://www.youtube.com/watch?v=2bnWLTI-QmE

2: https://vinayprasadmdmph.substack.com/p/will-science-do-a-better-post-covid19

3: https://www.cato.org/working-paper/evidence-community-cloth-face-masking-limit-spread-sars-cov-2-critical-review

4: https://www.nature.com/articles/s41598-020-72798-7

5: https://time.com/5899432/sweden-coronovirus-disaster/

6: https://www.bmj.com/content/375/bmj.n3081

7: It’s an open letter you can go and find it yourself

8: https://www.youtube.com/watch?v=1QxvPXK3Gv4

Illustrazione di copertina: Francesco Ciccolella

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